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Riabilitazione:
l’importanza dell’acqua

Da | News & Eventi

L’utilizzo dell’acqua come supporto alle terapie riabilitative ha visto negli anni un’evoluzione notevole del consenso da parte di medici, fisioterapisti e pazienti, divenendo ben presto una tecnica estremamente diffusa in campo medico e sportivo.

 

L’idrokinesiterapia viene oggi utilizzata nel trattamento di lesioni traumatiche post immobilizzazione e nell’immediato post operatorio dei vari distretti anatomici, un’ulteriore applicazione riguarda le patalogie acute e croniche, spaziando dalla reumatologia all’ambito neurologico e dalla traumatologia sportiva al campo pediatrico.

 

I principali vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua sono:
– Sensibile diminuzione del peso corporeo;
– Effetto miorilassante;
– Maggiore facilità di movimento nell’esecuzione degli esercizi;
– Assenza della forza di gravità.

 

Allo scopo di incrementare il tempo di esercizio e la permanenza in acqua la legge impone una temperatura massima dell’acqua di 34° per le piscine riabilitative, contro i 36° delle sorgenti termali.

Per una corretta riabilitazione si consiglia di svolgere esercizi dolci e costanti, con una cadenza di due o tre volte a settimana, permettendo al corpo di smaltire l’effetto miorilassante dovuto all’azione dell’acqua ed il recupero più rapido delle funzioni motorie.

 

I notevoli vantaggi del lavoro in acqua rendono l’idrokinesiterapia una tecnica riabilitative ad oggi essenziale, trovando applicazione in molteplici settori:
– Preparazione atletica di nazionali o società professionistiche, con una notevole riduzione degli infortuni tendineo-muscolari;
– Riattivazione muscolare per individui non idonei alla palestra;
– Programmi di lavoro per individui obesi e diabetici;
– Recupero motorio e benessere di pazienti fibromialgici;
– Acqua-bike e lavoro aerobico per atleti, con respiratore a boccaglio in totale immersione.

 

Contattaci allo 049 8718225 o scrivici una email a padova@centromagenta.it per prendere un appuntamento.

Artrosi alla mano:
cause, sintomi, trattamenti

Da | News & Eventi
L’artrosi, la più diffusa patologia tra gli anziani, è una malattia cronica degenerativa che conduce alla graduale perdita di forza nella pressione delle falangi, delle dita e della mano.
Nei primi stadi coinvolge solamente la cartilagine articolare andando in seguito a coinvolgere tutte le componenti dell’articolazione, il cui deterioramento compromette il meccanismo di riduzione dell’attrito diretto tra le ossa durante il movimento scatenando dolore a causa dello sfregamento.
Interessa oltre 4 milioni di italiani, colpendo le giunture fra le ossa del metacarpo e le falangi, le giunture che uniscono fra loro le ossa delle falangi e l’osso trapezio al metacarpo del pollice. 
I pazienti affetti da artrosi presentano considerevoli limitazioni nell’effettuare i movimenti più semplici, come svitare un tappo, aprire una porta o sollevare oggetti leggeri.
Le cause dell’artrosi sono ancora in fase di studio, mentre i fattori di rischio sono piuttosto chiari e molteplici:
  • Predisposizione genetica: la forma di artrosi più comune è quella definita primaria, di origine spontanea;
  • Età avanzata: l’artrosi si presenta a causa dell’invecchiamento della cartilagine articolare, le cui conseguenze colpiscono prevalentemente i soggetti sopra i 65 anni. É stato recentemente riscontrato un abbassamento dell’età media dei pazienti colpiti da artrosi, anche al di sotto dei 50 anni, in particolare in caso di storia familiare legata alla malattia (specialmente nel ramo materno) o a seguito di attività professionali pesanti per la mano;
  • Attività pesanti eseguite con le mani;
  • Traumi o fratture: fratture pregresse a danno articolare o cartilagineo o rotture del legamento di un dito, possono rappresentare un fattore di rischio maggiore per l’insorgere della malattia;
  • Diabete;
  • Obesità;
  • Menopausa: questa particolare fase della vita della donna può accelerare la comparsa della malattia
I suoi sintomi spaziano da:
  • Dolore: il primo, e più evidente, sintomo dell’artrosi è il dolore a falangi, dita e mano, il quale si presenta inizialmente al risveglio o dopo un periodo di inattività. Nelle prime fasi è accentuato dal movimento, divenendo tuttavia sempre più presente, sino a divenire costante e, in rari casi, fonte di disturbo anche nella fase del sonno. Un’importante differenza con l’artrite reumatoide, che ne aiuta la diagnosi, è l’assenza di gonfiore articolare legato al dolore da artrosi.analoghi a quelli dell’artrite, patologia con cui l’artrosi può essere confusa, ma compaiono in sedi diverse, così da consentire la diagnosi differenziale;
  • Infiammazione: Gonfiore delle articolazioni delle falangi;
  • Noduli di Heberden e di Bouchard: la formazione di noduli sulle articolazioni delle falangi, e la conseguente deformazione delle dita, si presenta dopo la fase acuta.
  • Rumori articolari (scrosci).
Non è al momento presente una cura definitiva per questa patologia degenerativa, è tuttavia possibile agire per rallentarne la progressione con dei trattamenti fisioterapici o infiltrativi che permettono di alleviare la sintomatologia.
Chiamaci allo 049 8718225 per richiedere informazioni sulle terapie più adatte a te o scrivici una email a padova@centromagenta.it

Coxartrosi, l’artrosi dell’anca

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L’artrosi dell’anca si può chiamare anche coxartrosi ed è una condizione infiammatoria di tipo cronico, contraddistinta dalla degenerazione progressiva della cartilagine articolare costituente l’articolazione dell’anca.  La degenerazione della cartilagine articolare comporta un assottigliamento dello strato cartilagineo, che ricopre le superfici ossee degli elementi costituenti l’anca. Dall’assottigliamento dello strato cartilagineo deriva che le superfici ossee sfregano tra di loro, producendosi in un fenomeno del tutto anomalo, che causa infiammazione. Leggi di più